Il dibattito estivo e i recenti annunci del Ministro Valditara circa l’adozione di un imminente decreto legge d’urgenza per rispondere alle procedure di infrazione europee confermano la centralità del dossier precariato in Italia. In questo scenario, l’azione del Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia (in seguito, SAESE) rivendica un ruolo d’avanguardia a tutela del personale della scuola.
Il nodo cruciale rimane la parità di trattamento tra lavoratori di ruolo e precari. Con la storica sentenza C-155/25 del 13 maggio, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha definitivamente censurato l’Italia per l’abuso sistematico dei contratti a termine nei confronti del personale ATA all’interno del comparto istruzione. Sebbene la pronuncia colpisca nello specifico la reiterazione abusiva delle supplenze, essa rappresenta un grimaldello fondamentale per scardinare tutte le storiche discriminazioni del sistema nazionale, aprendo la strada al pieno riconoscimento dei diritti contrattuali ed economici per i supplenti, inclusa la battaglia del sindacato per l’effettiva parificazione dei permessi retribuiti.
Questo risultato non nasce dal nulla: il SAESE ha aperto la strada a questa svolta legando saldamente il dossier della propria Petizione 0945/2016, depositata al Parlamento Europeo contro l’abuso del precariato, alle precise contestazioni sollevate a livello europeo.
Mentre l’esecutivo è costretto a correre ai ripari con decreti d’urgenza per evitare pesanti sanzioni comunitarie, il SAESE continua a dimostrare con i fatti che la vera tutela di docenti e ATA si costruisce con una strategia legale solida, tecnica e radicata nelle istituzioni dell’Unione Europea.
