L’evoluzione della Carta del Docente sta prendendo una piega preoccupante. Nata con l’idea di garantire 500 euro per la formazione, oggi assistiamo a un progressivo ridimensionamento del bonus che penalizza l’intera categoria. Come SAESE, abbiamo sempre sostenuto l’estensione del diritto ai precari, ma non possiamo accettare che questo avvenga riducendo le risorse destinate ai singoli lavoratori.
Il nostro dubbio come sindacato è che si stia passando da un investimento sulla professionalità a una gestione burocratica e al risparmio. La scelta di spostare fondi verso il comodato d’uso gestito dalle scuole, assottigliando il portafoglio del docente, toglie autonomia e dignità. Un computer in prestito non sostituisce il diritto a un aggiornamento libero e di qualità.
Il SAESE continuerà a vigilare affinché la formazione non diventi un capitolo di spesa da tagliare, ma resti un pilastro centrale del sistema scolastico.
